Dagli Uffici agli Uffizi




Dagli Uffici agli Uffizi.

Chi di voi oggi sentendo pronunciare la parola Uffizi non pensa immediatamente al famoso museo nel cuore della città di Firenze, tappa irrinunciabile per tutti gli amanti dell’arte? 
Tuttavia pochi sanno che il complesso architettonico che ospita la collezione d’arte più famosa al mondo ha a sua volta una storia degna dei capolavori che custodisce e che fa parte del Patrimonio Artistico Nazionale. 
E pochissimi sanno che la Galleria degli Uffizi non fu in origine creata per essere un museo! E’ il suo stesso nome a rivelare la sua destinazione originaria! 
Qui infatti il primo granduca di Toscana, il grande Cosimo de Medici, volle riunire in un unico edificio tutte e 13 le principali magistrature fiorentine, dette appunto Uffici.
 Nel 1560 affidò il lavoro a un suo amico-artista molto fidato, il poliedrico Giorgio Vasari (sì, proprio quello delle “Vite”), il quale ideò l’edificio dalla forma a U che tutt’oggi possiamo ammirare, con due corpi di fabbrica paralleli e porticati, ai quali si aggiunge uno più piccolo, ortogonale, in testata. 
Al grande architetto è riconosciuto anche il progetto del famoso Corridoio, noto appunto come Corridoio Vasariano, una via sopraelevata e segreta che proprio attraverso gli Uffizi collegava gli appartamenti granducali di Palazzo Vecchio o della Signoria con quelli di Palazzo Pitti, nuova residenza medicea. 
Il lungo e articolato percorso, esclusivo e privato, fu realizzato in, pensate, solo 6 mesi, in occasione del matrimonio del figlio di Cosimo, Francesco I, con Giovanna d’Austria: che dire, un dono di nozze a dir poco originale, assolutamente straordinario! La costruzione degli Uffizi, in origine Palazzo delle Magistrature, impose la demolizione di molti edifici sulla riva dell’Arno: lì si trovava un quartiere portuale, nominato anche da Giovanni Boccaccio come “Rione di Baldracca”, un rione popolare… bhe.. piuttosto malfamato, noto per la presenza di una famosa osteria, detta appunto “della Baldracca”. 
Gli Uffizi furono completati successivamente alla morte del Vasari e di Cosimo I, da un altro importante architetto, il valente Bernardo Buontalenti, allievo del Vasari a servizio di Francesco I. 
Quest’ultimo negli anni aveva raccolto una grandissima collezione di dipinti quattrocenteschi, ma anche di medaglie, cammei, pietre dure, statue, armature, miniature, gioielli, strumenti scientifici, per non parlare di una pregevole serie di ritratti. 
Si deve proprio a Francesco I de Medici nel 1581 il primissimo allestimento di una Galleria, al secondo piano dell’edificio. 
Cuore del museo fu la ottagonale Sala della Tribuna, strepitosa invenzione del genio del Buontalenti, completata nel 1584, rappresentazione alchemica dei 4 elementi (aria terra fuoco acqua), scrigno meraviglioso delle opere più preziose. 
Opere che per volontà dello stesso Francesco potevano per la prima volta essere ammirate e fruite da un pubblico, seppur ristretto, costituito da pochi eletti: nasceva così uno dei più antichi musei d’Europa. Una curiosità che non mancherà di stupire tutti gli amanti dell’architettura: la struttura degli Uffizi che aveva incorporato una antica chiesa romanica, era anche dotata di un teatro e addirittura di un grande giardino pensile! 
A partire da Francesco i GLI Uffizi persero progressivamente la connotazione di Uffici amministrativi, per acquisire quella di “galleria d’arte”: le collezioni si sarebbero sempre più arricchite e ampliate grazie a importanti e illustri membri della dinastia Medici, quali Ferdinando I, Ferdinando II, il cardinale Leopoldo, Cosimo III… 
Oltre alle opere d’arte e a oggetti preziosi e rari, un grande interesse era riservato agli strumenti scientifici, fra i quali persino quelli di Galileo Galilei, acquisiti e conservati nell’apposito “Stanzino delle Matematiche”, adiacente alla “Sala della Tribuna”. Come tutte le storie appassionanti anche quella degli Uffizi ha la sua fase finale di emozionante suspance…!
 Infatti l’enorme patrionio d’arte avrebbe potuto andare perduto nella metà del XVIII secolo, quando si estinse il ramo più importante della dinastia Medici… Ma qui entrò in gioco una donna straordinaria, l’ultima discendente diretta della dinastia dei grandi banchieri fiorentini: Anna Maria Luisa de Medici. Fu lei che nel 1737 impose al nuovo granduca della dinastia dei Lorena il “Patto di Famiglia”, con cui legava per sempre il museo alla città di Firenze “per l’ornamento dello Stato, per l’utilità del pubblico, e per attirare la curiosità dei fiorentini”. 
Il documento venne corredato da uno strumento preziosissimo, ovvero l’inventario completo e minuzioso di tutte le collezioni fino a quel momento raccolte! 
Grazie a quello che ancora oggi possiamo definire un lungimirante atto di protezione dei beni culturali, l’inestimabile patrimonio storico-artistico raccolto negli Uffizi rimase a Firenze e gli stessi Lorena si impegnarono a mantenerlo integro e fruibile. 
Vi starete sicuramente chiedendo: ma quando le porte degli Uffizi si aprirono per la prima volta agli appassionati dell’arte? 
Ebbene, la “Galleria” venne ufficialmente aperta al pubblico nel 1769 proprio dal granduca Pietro Leopoldo, il più “illuminato” membro della casata austriaca degli Asburgo-Lorena. 
Grazie a questa lunga e appassionante storia gli Uffizi oggi contano fra i maggiori capolavori dell’arte italiana e internazionale, come le opere di Duccio, Giotto, Michelangelo, Leonardo, Masaccio, Botticelli, Tiziano e Raffaello. 
Da sede degli “Uffici” amministrativi e giudiziari di Firenze sono diventati “Gli Uffizi”, uno dei musei più famosi e visitati del mondo! 
                                                                                                                                                            Aurora Giorgi

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