C’è un luogo, all’ombra di montagne innevate, che ogni sera al crepuscolo si dipinge di rosso.
Ogni sera, vi appaiono le fate. Sono piccole lucciole con le ali color di papavero, che sfavillano rosse nel buio, come scintille di fuoco. Escono dagli alberi al tramonto del sole e all’alba di nuovo vi si rifugiano. E queste fate proteggono i bambini.
Un giorno, aspettando la cena, la piccola Iris, dai grandi riccioli, uscì a giocare nel giardino della sua casa. Correva dietro alle lucciole che avevano le ali del colore del fuoco e affascinata le seguiva.
La bambina amava giocare, ma la mamma, conoscendo i pericoli che riserva la natura, si raccomandava sempre con Iris che non andasse oltre il cancello della casa.
Troppo distratta, Iris ben presto si ritrovò nel bel mezzo del bosco senza sapere dove fosse la via del ritorno. Accorgendosi del guaio in cui si era cacciata, cominciò a chiamare la mamma, a piangere e a girare disperatamente alla ricerca della strada giusta.
Mentre camminava, si accorse però che una lucciola rimaneva sempre accanto a lei e che faceva con le sue ali color rubino un lieve rumore simile ad un bisbiglio.
Iris si asciugò gli occhi e tirò su con il naso.
I bisbigli sembravamo parole, ma la bambina non riusciva a comprenderle. Piano piano, si avvicinò sempre più alla lucciola e cominciò a capire cosa stesse dicendo quell’essere dalle ali rosse come fragole.
“Vieni con me, seguimi!” e intanto muoveva quelle che parevano delle piccole braccia.
Iris era ancora dubbiosa, ma capì che non aveva altra scelta e seguì l’essere color rubino.
Dopo aver attraversato alberi dalle folte chiome e aver ascoltato il canto degli uccelli notturni, le due creature arrivarono davanti a una grotta.
La bimba strinse l’orlo del suo vestito e fece qualche passo indietro. Non riusciva a fidarsi completamente e i suoi occhi non nascondevano la paura.
La lucciola piano piano cominciò a diventare sempre più grande. Era una bellissima fata, dai capelli lunghi, ricci e rossi e aveva il vestito probabilmente più bello che la bambina avesse mai visto, sul volto un sorriso rassicurante e i suoi occhi verdi smeraldo trasmettevano serenità.
Iris rimase a bocca aperta davanti ad una tale meraviglia; strizzò gli occhi, si diede dei pizzicotti sul braccio, ma quello non sembrava per nulla un sogno.
“Non ti preoccupare, Iris. Fidati e seguimi, io posso aiutarti”
Ancora un po’ titubante, Iris seguì la magica creatura dentro la grotta e dopo qualche passo al buio davanti ai suoi occhi si aprì un mondo meraviglioso, che sembrava uscito da un film.
Piccole casette fatte di foglie penzolavano dalle rocce della grotta e tante piccole creature alate si muovevano indaffarate lasciando una scia di polvere rossa dietro di loro.
Nel mezzo a questo stupendo villaggio, c’era un fuoco gigantesco. Dentro si trovava La Fata Regina che sedeva a gambe incrociate e con gli occhi chiusi.
Aveva lunghissimi capelli rossi che fluttuavano attorno a lei, un magnifico vestito rosso ricamato con foglie autunnali. Le guance color di rosa e la bocca incurvata in un sorriso. La sua corona di rubini scintillava come una stella.
Lentamente si avvicinarono alla Regina, che aprì gli occhi sfoggiando un verde smeraldo che li rendeva davvero speciali.
“Cara Iris, non aver paura, noi possiamo aiutarti” disse con una voce soave, capace di calmare anche il cuore più turbato.
La bambina si avvicinò un altro poco, sentendo sempre di più il calore del fuoco sulla sua pelle, ma era un calore piacevole, non come quello bruciante delle fiamme.
“Ogni bambina ha la sua fata guardiana, che la accompagna finché non è cresciuta. Però non possiamo mostrarci, a meno che non ci sia un vero pericolo. Eterea, la tua fatina, si è accorta che, se non avesse agito, tu non saresti mai riuscita a ritornare a casa e perciò ti ha accompagnata fino a qui”. E mentre la Fata spiegava, Iris si avvicinava sempre di più allo splendore rosso del fuoco.
“Purtroppo Eterea ha uno scarso senso dell’orientamento” sorrise La Fata Regina “perciò l’unico posto in cui poteva accompagnarti e farti stare al sicuro era la Rocca”
Ormai Iris era dentro al fuoco. Allora le braccia della Fata Regina la avvolsero, lei chiuse gli occhi e si lasciò cullare dalla dolce voce.
“Io posso riportarti a casa Iris, ma dovrò eliminare qualsiasi ricordo che hai di questo luogo” sussurrò e infine passò la sua mano sulla piccola fronte della bambina.
Un’abbagliante luce rossa riempì gli occhi di Iris e quando li riaprì si ritrovò seduta in giardino, in mezzo ai suoi bellissimi fiori.
Si strofinò gli occhi e si guardò intorno senza ben capire che cosa fosse successo. Percepiva però ancora uno strano calore dentro il petto.
“Iris, la cena è pronta!” le urlò la madre davanti alla porta.
“Arrivo” rispose la piccola alzandosi e correndo in direzione della casa.
Proprio mentre stava per entrare, una piccola lucciola rossa le sfiorò il braccio e il calore dentro il suo petto aumentò.
Fu solo un attimo e poi non ci pensò più. Restava comunque una bambina e non poteva notare certi piccoli particolari.
Efrain Beatrice Rizzitiello, Alaa Kahabiri, Niccolò Soldatini, Leonardo Benza, Efrain Plakulangara.

Nessun commento:
Posta un commento