Parliamo d'arte al Galilei con i nostri professori di disegno e storia dell'arte


 

Come inviata del Blog “Parliamo d’arte al Galilei” ho scelto di fare due chiacchiere con chi di arte ne è esperto, i docenti di disegno e storia dell’arte del nostro liceo. 

La prima professoressa  con cui ho avuto modo di parlare di temi inerenti l’arte è la professoressa Dafne Vecchi che è anche la mia docente e sono molto emozionata di poterla intervistare.


Maria Rosaria: Buongiorno professoressa Vecchi, è da molto tempo che volevo porle questa curiosità, c’è un’opera d’arte che le ha fatto decidere di dedicarsi all’arte? Se sì, quale e perché l’ha colpita così tanto?


V: Allora non c’è una particolare opera, ma in realtà c’è un artista, ovvero Edward Hopper, un autore americano che mi ha sempre affascinata per la capacità introspettiva che riesce a restituire sia attraverso i suoi personaggi e sia attraverso le ambientazioni nei suoi dipinti, che sono essenziali, ma molto comunicative.


M: Come riesce a far innamorare gli studenti dell’arte anche quando partono disinteressati?


V: Non so se io riesca ad affascinarli però il tentativo è quello di far scoprire aspetti interessanti e che possono comunicare qualcosa anche a chi ritiene che dall’arte non possa essere arricchito.


M: Se potesse portare la tua classe in qualsiasi epoca storica per una lezione immersiva, quale sceglierebbe?


V: Di sicuro sceglierei il 1200/1300 restando qui a Siena, lo immagino come un periodo  molto affascinante pur essendo stata un’ epoca con le sue difficoltà.


Altro nostro docente di disegno e storia dell’arte, nonché affermato artista e grafico, è il professor Alessandro Gambetti.

M: Buongiorno professor Gambetti, le vorrei chiedere, se potesse “vivere” dentro un edificio storico per un mese, quale sceglierebbe e come pensa che influenzerebbe il suo modo di insegnare l’arte?


G: Se dovessi scegliere fra qualsiasi edificio, mi piacerebbe poter stare al Louvre. Penso che lí ci siano varie tematiche da poter affrontare, dalla Preistoria, all' arte Mesopotamica, fino ad arrivare alla pittura del 500/600’ francese, periodi storico-artistici che mi piacerebbe poter approfondire.


M: Quale architettura le sembra raccontare meglio lo spirito del suo tempo, e quale invece crede che sia stata “incompresa” fino a oggi?


G:Una delle architetture che fa parte del nostro tempo, sicuramente un famoso grattacielo di Milano, ovvero il “Bosco Verticale” progettato dall'architetto Stefano Boeri. Un architettura incompresa per me è quella moderna, quando ci sono delle innovazioni non sempre vengono prese bene.


M: In che modo l’evoluzione dell’architettura riflette i cambiamenti nei valori sociali e culturali più di altri linguaggi artistici?


G: Sicuramente nell’uso dei materiali, che nel corso della storia dell’architettura diventano importantissimi, e che ad oggi stanno diventando sempre più digitali e tecnologici e di conseguenza poi vanno ad influire su temi sociali.


M: Ha mai usato un edificio reale, magari della sua città, come “libro di testo vivente” per spiegare arte e storia agli studenti? Se no, quale le piacerebbe?


G: Ad oggi no, però ma mi piacerebbe portarli in edifici medievali di Siena, come Palazzo Pubblico o anche Piazza del Campo, i quali rappresentano un po’ quella che è la storia della città.


Procedendo con le interviste, incontro un altro nostro docente di disegno e storia dell’arte il professor Piergiorgio Laghi.

M: Buongiorno professor Laghi, vorrei sapere se lei ha mai realizzato un’opera ispirata da un momento storico o da un artista?”


L: Si, mi è capitato proprio con Il rilievo e la recensione dei manufatti minori del Chianti senese e anche con il progetto di un piazza di un paese qui vicino a Siena.


M: Quale movimento artistico sente più vicino alla sua personalità e al suo modo di vivere l’arte?


L: A me non dispiace il tema dell’arte legata al design, e questo secondo me è una delle principali caratteristiche a cui mi sento più vicino e direi quindi il “Bauhaus” se volessimo parlare di avanguardia.


M: C’è un’opera o un artista che continua a scoprire ogni volta che lo insegna, come se fosse sempre nuovo?


L: L’arte si rinnova sempre per cui i contemporanei sono coloro che danno sempre nuovi spunti di riflessione a questo riguardo, tra loro direi sicuramente Anselm Kiefer, mentre nella pittura storica sceglierei gli artisti della pittura senese.


M: In un mondo sempre più digitale, come cambia secondo lei il nostro rapporto con l’arte “fisica”, come la pittura e la scultura?


L: Io credo che il digitale sia anch’esso un modo per esprimersi quindi si qualcosa cambia ma forse alla base le nozioni, i pensieri o comunque i sentimenti che puó suscitare la vista di un opera d’arte sono sempre quelli.


L’ultima chiacchierata sull’arte ho il piacere di farla con la professoressa Francesca Baiocchi.

M: Buongiorno professoressa Baiocchi, vorrei chiederle, secondo lei l’arte racconta più la storia di chi l’ha creata o quella di chi la guarda?


B: Secondo me entrambi, perché chi l’ha ideata vuole far conoscere il proprio punto di vista, però è importante anche chi la guarda poiché ognuno si pone di fronte all’opera d’arte in modo autonomo in base al proprio vissuto e quindi c’è sempre una libertà di interpretazione.


M: Come cambierebbe il nostro mondo se si insegnasse arte con la stessa intensità o le stesse volte con cui si insegnano matematica o scienze?


B: Bhe forse più le volte che l’intensità poiché a parer mio l’arte entra poco a far parte della vita scolastica, non so per quale motivo poiché a mio avviso la cultura artistica è importante e deve rientrare a 360 gradi nella vita di ognuno di noi.


M: C’è un artista sottovalutato che secondo lei meriterebbe molta più attenzione nei programmi scolastici?


B: Sicuramente sono le donne che vengono in generale prese poco in considerazione, lo si può vedere anche semplicemente sfogliando i libri di storia dell’arte i quali propongono pochissime o a volte nulla sull’operato delle donne e questo secondo me è un aspetto negativo,che manca. Noi grazie anche alla professoressa Frusciante abbiamo fatto venire fuori queste personalità anche in campo artistico peró purtroppo i libri di testo non ci fanno conoscere sufficientemente le donne nella storia dell’arte


M: Come pensa che l’arte possa essere usata per affrontare temi sociali o contemporanei in classe?


B: Probabilmente al pari di una lezione di uno storico latino o greco le quali figure ci danno tanti spunti e nelle quali si possono ritrovare tanti concetti sulla contemporaneità.

La stessa cosa vale nell’arte poiché in fondo i messaggi che gli artisti anche antici ci hanno voluto comunicare sono quelli che poi ci riguardano anche oggi, per cui sempre l’arte ha avuto un ruolo importante nella storia politica e sociale, quindi a maggior ragione ora e a livello didattico puó entrare ed essere fatta in modo interdisciplinare con le altre materie, sarebbe bello ci fossero delle proposte anche da parte degli studenti.


Maria Rosaria Fiorello


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