Il Pantheon: un salto nel tempo attraverso l’arte


 

Il Pantheon, non solo come un simbolo di una civiltà, ma anche come uno degli elementi che hanno ispirato numerosi artisti, riproducendolo e interpretandolo “altrove”. Invitiamo il lettore a riflettere sulla magia e la capacità dell’arte di trasportare un luogo e chi lo osserva, in culture, epoche e diverse visioni artistiche. 

Il concetto di “altrove” rimanda, non solo al cambiamento del paesaggio, ma anche alle diverse interpretazioni del Pantheon, scandite dal contrasto tra immaginazione e realtà. Sono numerosi gli artisti che propongono la figura del Pantheon in diverse atmosfere e ambientazioni: a partire da Hubert Robert che inonda il suo dipinto di malinconia e drammaticità, accentuato da un cielo turbinoso; fino ad arrivare a Canaletto, che raffigura il Pantheon in una scena nitida, delineata dalla chiara luce del mattino, che illumina le colonne del pronao, evidenziando allo stesso tempo la triste fine di una civiltà gloriosa. 

L’autore che ci ha colpito particolarmente è stato Giovanni Paolo Panini, con le sue due tele. La prima, “Vista fantastica del Pantheon”, è un esempio di come l’artista sia riuscito a combinare architettura e immaginazione, giocando con la luce, che illumina e mette in risalto i vari monumenti. È possibile notare elementi scenografici e storici che amplificano il senso di maestosità del Pantheon: la statua di Ercole Farnese, l’Obelisco Lateranense, la  Colonna Traiana e molti altri. L’obiettivo di Panini, pertanto, non è solo celebrare l’importanza storica e architettonica del Pantheon, ma evocare e suscitare una riflessione sul rapporto tra passato e presente. La seconda tela “Interno del Pantheon”, è un eccellente esempio di prospettiva, utilizzata per rappresentare uno spazio molto ampio. Panini, infatti, realizza la prospettiva usando un piano di proiezione a forma di cilindro verticale tale da comprimere le parti più esterne e farle apparire prive di dilatazioni. Questo è particolarmente accentuato dalla raffigurazione in scala delle persone che si aggirano all’interno del dipinto. 

Tutte queste interpretazioni, pertanto, sono una chiara rappresentazione del rapporto tra presente passato e futuro attraverso l’immaginazione e la fantasia.

Elena Ermini, Elena Cancelli

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