LA BERLINO DI SCHINKEL




LA BERLINO DI KARL FRIEDRICH SCHINKEL: UNA NUOVA CAPITALE EUROPEA

Oggi parlerò dell’importanza di uno degli architetti che ha agito in Germania nell’Ottocento, Schinkel, attraverso una introduzione storica e trattando poi le sue più importanti opere che si sono rilevate fondamentali nella nuova Berlino. Infatti all’inizio dell’Ottocento, Berlino è la capitale della Prussia, divenuta nel giro di un secolo, grazie ai suoi re, una delle maggiori potenze europee. In questo processo di formazione della Prussia, Federico II ricopre un ruolo significativo, poiché infatti il sovrano è artefice di importanti riforme sociali e di un programma di sviluppo urbano che consente a Berlino di diventare un’autentica capitale del nuovo regno europeo. Dopo la sua morte, si comincia a pensare a un grandioso monumento in suo onore: tra i vari progetti proposti, quello più significativo è quello di Friedrich Gilly, che prevedeva oltre alla costruzione del monumento per il sovrano defunto, la sistemazione complessiva della “Leipziger Platz” attraverso la collocazione di obelischi, fontane, quinte porticate e archi di trionfo. L’idea dell’architetto è quella di risistemare la pianta della capitale. Ad appassionarsi a questo progetto è Schinkel, che fresco di studi classici, decide di dedicarsi all’architettura. Nella sua formazione da architetto sono molto importanti la famiglia Gilly, dalla quale trae principi di razionalità e semplicità costruttiva e il viaggio in Italia dove osserva la semplicità e l’espressività dei monumenti classici. Dal 1815 si consacra la figura di Schinkel, poiché, diventato consigliere superiore per l’edilizia, cambierà la capitale tedesca attraverso la realizzazione di singoli edifici di forte valenza urbana dando una coerenza architettonica e organizzativa alla città. I più importanti interventi di Schinkel a Berlino sono tuttora monumenti affascinanti che richiedono assolutamente di essere visitati. Il primo progetto è la Newe Wache (1818) che rappresentava al tempo la sede della guardia personale del re. Si trova tra il Foro Federiciano e la Piazza dell’Arsenale ed esso è stato un luogo significativo in tre diversi momenti della storia tedesca: fino al 1918 è dedicato alle guerre di liberazione; nel 1931 fu dedicato alle vittime della Prima guerra mondial; dopo la Seconda guerra mondiale e la sua distruzione, diventerà un monumento alle vittime del fascismo e del militarismo. Da un punto di vista artistico molti sono gli elementi classici: la forma cubica, reminescenza del castrum romano, il vestibolo in pietra arenaria e le colonne decorate con vittorie in metallo. Il secondo intervento, (1821-1821) è il ponte del Castello che rappresentava la prosecuzione dell’Unter den Linden, dove in corrispondenza degli otto pilastri sono collocati altrettanti gruppi scultorei rappresentanti guerrieri e vittorie alate. Questo ponte, considerato oggi il più bello della città, era chiamato ponte dei cani, poi la pietra sostituì il legno e divenne l’elegante passaggio che portava al Castello di Berlino e all’Isola dei Musei. All’interno dell’Isola dei Musei si trova un’altra opera architettonica appartenente a Schinkel, l’Altes Museum (1830), che oggi rappresenta il più antico museo della città. Ospita collezioni dell’antichità classica, tra cui molti reperti Greci e Romani. Al piano superiore del museo si trovano la collezione di papiri e di altri reperti risalenti all’antico Egitto, tra i quali vi è il busto di Nefertiti, risalente al 1340 a.C., che è uno degli oggetti più preziosi tra quelli custoditi nei musei berlinesi.

                                                                                                                                                                                                                                                                       Orlando Davide

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