Luoghi di svago a Roma




LUOGHI DI SVAGO A ROMA 

 Gli antichi Romani non erano amanti del lavoro, chiamato anche negotium, preferivano infatti il riposo ovvero l’otium, che occupava la maggior parte della giornata e dell’anno. Assomigliano proprio a noi studenti ! Con il passare del tempo si aggiunsero ai dies festi (i giorni consacrati agli dei), le feriae publicae ovvero delle ricorrenze proclamate dagli imperatori; colui che puntò più in alto fu Traiano che in occasione della vittoria sui Daci organizzò spettacoli e giochi per 123 giorni con oltre 10 000 gladiatori e più di 11 000 belve uccise. Che record ! Giovenale, famoso autore latino, descrisse questo stile di vita con l’espressione: “Panem et Circenses” ovvero pane e spettacoli, i mezzi principali usati dagli imperatori per sedare i malumori e ingraziarsi il popolo. Questi grandi festeggiamenti comprendevano celebrazioni religiose, banchetti pubblici e grandiosi spettacoli. 
I ludi ovvero i giochi si svolgevano all’interno di appositi edifici in base al loro tipo di intrattenimento: 
 • I ludi scaenici ovvero le rappresentazioni teatrali di recitazione, di mimo e di danza si svolgevano nei Teatri. I tre più importanti della Urbe erano il Teatro di Pompeo (ormai scomparso) quello di Balbo (di cui abbiamo solo pochi resti) e quello di Marcello 
 • I ludi circenses ovvero le corse di cavalli che erano tra gli spettacoli più amati e si svolgevano nel circo che si trovava spesso vicino al palazzo imperiale così che l’imperatore non dovesse spostarsi per strada. Il più grandioso era ed è tutt’ora il Circo Massimo, decorato con statue e metalli nobili,che dopo la ristrutturazione di Traiano raggiunse una capienza di 250 000 posti a sedere, pensate quanta gente!!!!! Altri circhi importanti sono quello di Calligola e Nerone (oggi sotto la Basilica di San Pietro) e quelli di Massenzio sull’Appia Antica e il Circo Varano a Palazzi dei Severi, che tuttavia erano privati e riservati solo all’elite Romana ;) 
 • Le munera gladiatoria ovvero i combattimenti tra gladiatori o tra quest’ultimi e delle bestie si svolgevano nell’Anfiteatro (doppio teatro) l’edificio simbolo di questi spettacoli che si trovava spesso fuori dalla città per favorire l’entrata di carri e cittadini esterni. Il più famoso è il Colosseo o Anfiteatro Flavio. Oltre ai combattimenti avvenivano anche le venationes ovvero le cacce di animali selvatici e non, i supplici e le esecuzioni. 
 • Lo sapevate che il nome gladiatore viene dalla spada che erano soliti usare ovvero il gladius? Prima di un combattimento i gladiatori giungevano davanti all’imperatore pronunciando la frase :”Ave, Caesar, morituri te salutant”. Per chiedere pietà durante il combattimento dovevano alzare il dito indice e inseguito il popolo avrebbe deciso se salvarli al grido di:”Mitte!” o se sgozzarli al grido di:”Lugula”, tuttavia l’ultima parola era dell’imperatore che mostrava clemenza con il pugno, oppure ne sanciva per sempre il destino con il pollice in giù, pensate che ansiaa!. 
L’arena era cosparsa di sabbia del Sahara così che potesse assorbire il sangue, forse i Romani pur di trovare la sabbia migliore giunsero persino in Egitto. Domiziano fece poi costruire lo stadio per le competizioni sportive e per le Olimpiadi e pensate un po’, dopo le gare di lotta o lancio, gli atleti si dilettavano persino in gare intellettuali presso l’Odeon, si dedicavano proprio a tutte le arti! L’ultimo e più celebre luogo di svago, con cui termina il nostro tour sono le terme che erano aperte a tutti, gratuite e divise in quelle più sfarzose per i patrizi e quelle più modeste per la plebe. 
E voi conoscevate l’abitudine romana di gettare nell’acqua vini speziati e profumi, oppure quella di lavarsi con la pietra pomice, la sabbia o la cenere di faggio? O sapevate che gli sbalzi di temperatura causavano deviazioni del setto nasale e sordità??? Le terme più famose furono quelle di Caracalla e Diocleziano (III sec d.C/inizio IV sec d.C), le più antiche furono quelle di Agrippa e le ultime furono quelle di Costantino sul Quirinale. 

                                                                                                                                                             Agnese Chiereghin

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