IL COLOSSEO, IL CIRCO DELL’INFINITO


Il Colosseo, noto anche come Anfiteatro Flavio, è uno dei simboli principali di Roma e dell’antichità romana, veniva usato per spettacoli come i combattimenti tra gladiatori.

Prima del decadimento poteva ospitare 70 000 spettatori, numero notevole per i tempi, ciò coronava il Colosseo come capolavoro dell’ingegneria.

Il monumento subì un forte declino dopo che i Visigoti ed i Vandali lo saccheggiarono e quando si diffuse il Cristianesimo, gli imperatori non volevano più che si tenessero certi tipi di intrattenimento, causandone l’abbandono.

Le rovine furono rappresentate da Gian Gossaert che mise in risalto il degrado del monumento mostrando l’insabbiatura del primo livello, le lacune delle murature e la crescita di vegetazione spontanea.

Con il passare degli anni si avviarono numerose opere di restauro e di ripulitura che permisero rappresentazioni più fedeli alla sua forma antica, con Van Wittel si ha una visione estremamente dettagliata. Allo stesso tempo, a  partire da Claude Lorrain, si cerca di rappresentare i paesaggi in modo ideale, infatti, il Colosseo sembra essere ritornato ai tempi dell’antica Roma. Un altro artista,Charles Lock Eastlake ripropone un paesaggio ideale attorno al Colosseo dipingendo il lato più integro del monumento. Per la prima volta, nell’800, compare un nuovo punto di vista, quello interno all’Anfiteatro, per opera di John Warwick Smith, si osserva, in particolare il crocifisso centrale e la chiesetta lungo l’asse maggiore. Più particolare è la veduta Ippolito Caffi che rappresenta il Colosseo durante la notte, rischiarato dai fuochi d’artificio sparati direttamente dall’interno. Dopo questa visione totalmente inaspettata gli artisti tornarono a raffigurare un monumento “da cartolina” e da qui iniziò ad essere una grandissima attrazione turistica con l’unico scopo di impressionare le persone da tutto il mondo. Nei primi anni del 900 si ha la visione futuristica dell’anfiteatro, in particolare Guglielmo Sansoni ci fornisce una raffigurazione da 3000 metri di altezza a bordo di un aeroplano. L’artista raffigura il Colosseo come perno di un moto elicoidale ma allo stesso tempo si allontana dalla visione popolare di quel periodo storico, il fascismo, che si sentiva fortemente erede dell’Antica Roma. 

Di tutte queste rappresentazioni ci ha colpito maggiormente quella di Gossaert che mostra il degrado del monumento. Noi tutti conosciamo il Colosseo come la più importante opere italiana, non che una tra le più importanti a livello mondiale. Nessuno è abituato a vederlo nelle condizioni in cui riversava prima che ci fosse il grande restauro ed è impressionante come per tantissimi anni un’opera storica di questo calibro sia stata trattata come rovine senza che nessuno volesse riportarlo allo stato originario enfatizzando il suo fascino.


                          Giovenali Livia e Pini Leonardo

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