PIAZZA DELLA SIGNORIA NELLA STORIA


 


Piazza della Signoria a Firenze è un luogo molto apprezzato da più artisti che ne hanno fatto varie rappresentazioni cambiando punto di vista a seconda dell’evento storico a cui assistono. 

Un artista che l’ha raffigurata in modo originale è Enrico Fanfani che rappresenta la piazza durante l’addio di Leopoldo II di Lorena da un punto di vista inedito per riuscire a riprendere le due statue, simboli della vittoria dell’intelletto e dell’audacia. Ciò che ci è rimasto più impresso è il raggio di sole che spicca nell’ombra in cui sono raffigurati i vari palazzi attorno e il contrasto che l’azzurro del cielo crea con i colori cupi del resto del dipinto. Un altro evento storico molto importante rappresentato dalla scuola fiorentina è l’esecuzione di Savonarola, dichiarato eretico dalla Chiesa dopo il suo annuncio di un imminente apocalisse. È interessante vedere come abbia inserito tutte le fasi della vicenda che vengono messe in risalto dalla prospettiva, usata come forma simbolica prima che come tecnica di rappresentazione. Giorgio Vasari invece rappresenta piazza della Signoria come teatro del rientro di papa Leone X alla sua città natale dopo il ritorno dei Medici. L’elemento che ci è piaciuto di più è il punto di vista ravvicinato scelto dal pittore che ha lo scopo di ritrarre i personaggi reali che parteciparono al corteo. Lo stesso punto di vista, ma portato più in alto, viene usato da Jan Van der Straet per raffigurare la festa di San Giovanni Battista, patrono della città. Pensiamo che ciò che lo rende molto particolare sia la celebrazione, come da tradizione fin dal 1300, con i fuochi d’artificio che sono studiati nel dettaglio. La tela che risulta a noi molto innovativa è la prima “immagine scientifica”, quasi fotografica, della piazza che venne fatta nel 1740 da Bernardo Bellotto, che rappresenta una versione molto simile a quella di oggi. Utilizza elementi ripresi anche da Giuseppe Zocchi, che sceglie, però, una prospettiva diversa. In entrambe le tele non si cerca di mostrare la monumentalità della piazza bensì si cerca di cogliere le scene di vita quotidiana, inserendo componenti come il teatro dei burattini. La tela di Giuseppe Bernardino Bison invece è caratterizzata dalla prospettiva accidentale mai usata in precedenza. Ancora più originale è quella utilizzata nel 1947 da Carlo Canella che rappresenta la piazza dalla loggia dei Lanzi. Infine c’è la raffigurazione di Carlo Ferrari, che sceglie di dare le spalle a Palazzo Vecchio, dipingendo la Loggia dei Lanzi e il David.

E’ strepitoso come gli artisti abbiano saputo raccontarci Piazza della Signoria con punti di vista sempre originali. 

Sara Olimpi, Viola Fortunati

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