LA MOSTRUOSITA’ DI FERRO PIU’ FAMOSA DEL MONDO


 

La Torre Eiffel, costruita da Gustave Eiffel per l’esposizione universale del 1889, è oggi uno dei monumenti più celebri al mondo ma la sua storia non è stata semplice. Inizialmente l’opera fu oggetto di forti critiche da parte di intellettuali e artisti che la consideravano un “inutile mostruosità di ferro”. Tuttavia nel tempo è riuscita a trasformarsi in un simbolo di modernità, progresso ed ingegno umano. Questa costruzione inoltre si è rivelata fondamentale per la situazione francese durante la prima guerra mondiale, infatti venne utilizzata come stazione radio con l’istallazione di un’antenna nel 1908. Oggi la torre rappresenta non solo un capolavoro ingegneristico ma anche un simbolo intramontabile di cultura, bellezza e innovazione amato in tutto il mondo.

La sua struttura unica ha inspirato numerosi artisti e movimenti tra cui i puntinisti, come George Seurat, che hanno immortalato la torre nelle loro opere esaltandone la bellezza geometrica. Il dipinto “La Torre Eiffel” di George Seurat è un’opera che unisce tecnica, simbolismo e poesia visiva, utilizzando il puntinismo raffigura la celebre struttura con una delicatezza che contrasta la sua natura monumentale. I punti di colore che compongono sia il cielo che la torre stessa creano un effetto di luce e movimento dando vita a un’opera armoniosa. Il puntinismo rispecchia il concetto di costruzione infatti ogni piccolo punto contribuisce alla totalità dell’opera proprio come i singoli componenti metallici formano la torre Eiffel. 

Quest’opera ci ha colpiti molto soprattutto per l’effetto di dissolvenza col quale la torre, ancora incompiuta, sembra fondersi con il cielo. Il lavoro minuzioso e attento di Seurat nella scelta dei colori ci trasmette una sensazione di novità a noi stranamente familiare. La torre Eiffel nel corso dei decenni è diventata non solo simbolo di una città o di un intero Stato, ma di un’epoca in forte cambiamento e evoluzione. La sua storia ci dimostra come certe opere che inizialmente vengono criticate in realtà diventano poi l’inzio di un nuovo stile artistico e architettonico.


Matteo Sartini e Vittoria Maria Marcucci

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